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Italiano - Cybercrime and Computer Forensics

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dimanche 12 novembre 2006

Hacker famosi

Andrea Arcangeli, programmatore (Kernel Linux). Valerio Capello (ElfQrin), pubblicato su vari siti e riviste internazionali, tra cui 2600 e il Jargon File. Raoul Chiesa, security tester, collabora con il Transcrime Ward Cunningham - ideatore del concetto di wiki Johan Helsingius - mantenne il più famoso anonymous remailer del mondo, finché non lo chiuse nel 1996 Eric S. Raymond - fondatore del movimento open source, scrittore di libri e saggi sulla cultura hacker Alessandro Rubini, programmatore (device drivers) Salvatore "antirez" Sanfilippo, autore di Hping Tsutomu Shimomura - avversario del famoso cracker Kevin Mitnick, che riuscì a far arrestare Richard Stallman - programmatore (autore, tra gli altri, di Emacs e GCC), ideatore del concetto di Software libero e di copyleft Ken Thompson e Dennis Ritchie - autori del sistema operativo Unix Linus Torvalds - autore del Kernel Linux Larry Wall - autore del Perl Steve Wozniak - cofondatore di Apple Computer Jamie Zawinski - Netscape Navigator, XEmacs e Mozilla hacker Tron - abile phreaker tedesco morto in modo misterioso Joseph Falck - Programmatore con capicità e abilità. Creatore dell'Hack Sat Italiana e fondatore dell'Unione Digitale Italiana (admin. DarkSat)

Hacker : Significati

Volendo specificare tutti i vari ambiti in cui viene usato il termine "hacker", si possono evidenziare questi significati:

1. Qualcuno che conosce un modello di interfaccia di programmazione abbastanza bene da essere in grado di scrivere un software nuovo e utile senza troppa fatica, in una giornata o comunque rapidamente

2. Qualcuno che riesce ad inserirsi in un sistema o in una rete per aiutare i proprietari a prendere coscienza di un problema di sicurezza. Anche detti "white hat hacker" o "sneacker". Molte di queste persone sono impiegate in aziende di sicurezza informatica e lavorano nella completa legalità. Gli altri ricadono nella definizione precedente.

3. Qualcuno che, attraverso l'esperienza o per tentativi successivi, modifica un software esistente in modo tale da rendere disponibile una nuova funzione. Più che una competizione, lo scambio tra diversi programmatori di modifiche sui relativi software è visto come un'occasione di collaborazione.

4. Un "Reality Hacker" o "Urban Spelunker" (origine: MIT) è qualcuno che si addentra nei meandri più nascosti di una città, spesso mettendo a segno "scherzi" elaborati per il divertimento della comunità.

Un Hacker in senso stretto è colui che associa ad una profonda conoscenza dei sistemi una intangibilità dell'essere, esso è invisibile a tutti eccetto che a sé stesso. Non sono certamente Hacker in senso stretto tutti coloro che affermano di esserlo, in un certo senso gli Hacker in senso stretto non esistono, perché se qualcuno sapesse della loro esistenza per definizione non esisterebbero.

"Script kiddie" è un termine che indica un utente con poca o nessuna cultura informatica che segue semplicemente delle istruzioni o un "cook-book" senza capire il significato di ciò che sta facendo. Spesso viene utilizzato per indicare chi utilizza exploit creati da altri programmatori e hacker.

Un "lamer" è uno script kiddie che utilizza ad esempio trojan (NetBus, subseven) per pavoneggiarsi con gli altri e far credere di essere molto esperto, ma in realtà non sa praticamente nulla e si diverte ad arrecare danno ad altri.

Un "h4x0r" (pronuncia "achs-or") è uno script kiddie in un contesto videoludico, ad esempio qualcuno che usa "cheat" (codici) per modificare le condizioni del videogioco a suo vantaggio.

Un "newbie" (niubbo) è una persona alle prime armi in questo campo.

Hacker

Un hacker è una persona che si impegna nell'affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d'interesse (che di solito comprendono l'informatica o l'ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire da gli anni '80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione più appropriata è però cracker).

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Una box, due box, red box, blue box

Diverse tecniche di phreaking possono essere implementate con piccoli circuiti elettronici, facilmente realizzati dagli appassionati una volta reso noto il segreto della loro operazione. Il primo circuito per generare toni di commutazione per redirigere chiamate a lunga distanza fu sopprannominato blue box da un phreak novizio che ne aveva costruito uno in una scatola blu. Presto, furono dati nomi simili ad altri tipi di circuiti di phreaking.

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2600 Hz

2600 Hz, la chiave del phreaking esordiente, era un segnale mandato al long-distance switch per indicare che l'utente aveva agganciato il telefono. A questo punto la chiamata non era completamente disconnessa. Sebbene il long-distance hardware pensasse che la chiamata fosse disconnessa, l'utente era ancora connesso fisicamente al commutatore di smistamento locale — sapeva che l'utente era ancora connesso perché la tensione non calava. Ciò portava ad uno stato contraddittorio. Il chiamante era ancora connesso alla linea principale interurbana e al commutatore del centro di commutazione remoto che era volenteroso di completare o agevolare il percorso delle chiamate.

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Phreaking

Phreaking è un termine gergale coniato per descrivere l'attività di persone che studiano, fanno esperimenti con, o sfruttano i telefoni, la compagnia telefonica, e sistemi che compongono o sono connessi alla Public Switched Telephone Network (PSTN) per hobby o utilità. Il termine phreak è il risultato dell'unione tra le parole phone (telefono) e freak (persona bizzarra). L'origine del termine può essere anche riferita all'uso di varie frequenze (in inglese, FREQuences) per manipolare un sistema telefonico o all'unione delle parole "phone" e "hacking". "Phreak", "phreaker" o "phone freak" sono parole utilizzate da e tra persone che effettuano il phreaking. È a volte considerato simile, e quindi raggruppato assieme all'hacking. Il phreaking viene chiamato anche la cultura H/P (H per hacking, P per phreaking). Tuttavia il termine "phreaking" non si limita all'effettuare azioni simili sui telefoni, ma anche su altri strumenti come ad esempio un distributore automatico.

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